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Risorse Ambientali
Il Parco Nazionale del Pollino

ETIMOLOGIA: dal latino pullus, giovane animale, da cui Mons Pollinus,cioè Monte dei Giovani animali. Oppure dal latino Mons Apollineus, Montedi Apollo, dio della salute e dei medici, probabilmente per la ricchezza dierbe officinali.
DOVE SI TROVA: nell’Appennino meridionale, a cavallo tra Basilicata eCalabria, stretto fra il Tirreno e lo Jonio.
ESTENSIONE: 192.565 ettari
ABITANTI: 170.000 circa
I NUMERI DEL PARCO: 3 le Provincie (Potenza, Matera e Cosenza); 9 leComunità Montane; 56 i comuni dei quali 32 in Calabria e 24 in Basilicata,2.267 metri la vetta più alta (Serra Dolcedorme), 2.248 il Monte Pollino, che da il nome all’intero gruppo; oltre 1.000 le sorgenti; 40 gli endemismivegetali; 950 anni l’età dell’esemplare più vecchio di Pino Loricato; 30 gliesemplari accertati di lupo; 20 quelli di capriolo.
COME È ATTREZZATO: punti di informazione, Campeggi, rifugi, escursioni guidate o didattiche, un Centro di visita con sala proiezione e laboratorioecologico a Farneta; mostra delle tradizioni e della cultura albanesea San Paolo Albanese.
NATURA DA SCOPRIRE: Un massiccio esteso, solitario e selvaggio – testimonianzadel più meridionale glacialismo – ricco di foreste, di pascoli,di gole profonde e di splendidi panorami; le rocce calcaree, modellate dalleacque, presentano interessanti fenomeni carsici.
FLORA: di grandissimo interesse e valore naturistico è il Pino Loricato,conifera di origine orientale, che si erge su creste e pendici imperviecon splendidi esemplari contorti e plurisecolari; simbolo del Parco. Inoltrevi sono stazioni residue di abete bianco, mentre le foreste di faggio dominanole pendici del massiccio con cerro, acero, carpino e con penetrazionidi macchia mediterranea e bosco di leccio sui versanti più caldi; notevolile fioriture con piante rare ed endemismi.
Fauna: il Pollino ospita dei nuclei più consistenti di lupo appenninicodel mezzogiorno d’Italia, e con esso altre specie notevoli, quali la lontra, ilgatto selvatico, l’istrice e, anche se ormai molto raro, il capriolo; possibileavvistare anche il rarissimo avvoltoio degli agnelli.

Risorse Naturali
Il Bosco

Il bosco comunale di Latronico, detto Malboschetto, ha una superficiedi circa 700 ha, con all’incirca 5 milioni e 600mila piante. Esso ha lostrato arboreo costituito esclusivamente da cerri, la cui altezza raggiunge anche i 30 metri. Costeggiando la strada (circa 1,5 Km) che porta finoalla “faosa”, faggeta, si potranno raccogliere nelle stagioni adatte fragole,funghi, more, essendone il bosco assai ricco.
Il delizioso faggeto si presta molto quale area picnic e quale area di refrigerio alla calura estiva, poiché la volta, d’etate. È così fitta, che solo qualche raggio di sole riesce a penetrare al suolo.
Non poca meraviglia desterà l’armonioso rapporto che si crea tra questo ambiente e la sua natura, in chi, quasi in disparte, senza invaderla e sopraffarla, avidamente la osserva. Il bosco, che costituisce un vero e proprio polmone verde, è valorizzato da un rifugio montano,da idonea area attrezzata e relativa sentieristica.
Il Monte Alpi
Il Monte Alpi (alt. 1990 m.) è un imponente cuneo calcareo mesozoico. Esso rappresenta una delle più spettacolari montagne dell’Appennino lucano in un contesto ambientale che ne esalta la bellezza: ad ovest il massiccio Sirino-Papa (alt. M. 2005), a sud-ovest il Monte la Spina (1652m.), a nord il Monte Raparo (1764 m.). La montagna culmina in tre vette: Santa Croce (1893 m.), Punte del Corvo (1880 m.) e Pizzo Falcone o Monte Alpi propriamente detto (1900m.). Il versante nord-occidentale presenta imponebti balzi di roccia, mentre i fianchi meridionali e orientali sono più dolci e coperti di faggete e cerrete.
Il complesso montuoso dell’ Alpi per le sue caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche, è inserito nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino. La superficie territoriale del Monte Alpi è costituita da ecosistemi che non sono sostanzialmente alterati dalla presenza e dall’attività dell’uomo e che hanno conservato un carattere di natura incontaminata.
Il più bello e importante ornamento del Monte Alpi è il Pino Loricato, vero e proprio monumento naturale botanico. La stazione di pini loricatidel Monte Alpi risulta la più settentrionale d’Italia, e, secondo una stima approssimativa che include anche le giovani piante, conta un migliaio di esemplari, a quote comprese tra i 1200 e i 1700 metri circa sulla sezione settentrionale dello strapiombo occidentale che si erge per quasi 500 metri dal Piede d’Alpi.
Il Fiume Sinni
Il fiume Sinni, antico Siris o Siri, nasce a quota 1380 metri, dalla Serra della Giumenta, sul versante orientale del Monte Sirino-Papa, ha un corso di circa 101 Km, un bacino di 1303 Kmq e una portata massima di 1100mc. Si versa nello Jonio a nord di Nova Siri. Esso attraversa con andamento oves-est il territorio di latronico per 12 Km, dall’estremo angolo del bacino di Malboschetto fino all’imboccatura del torrente Fiumitello alla sua Sinistra e del vallone delle Mole alla sua destra.
Nel periodo storico interessato dalla colonizzazione delle coste dell'Italia meridionale da parte dei Greci, le fonti attestano che questo fiume, così come tutti e tre gli altri corsi d'acqua lucani, era interamente navigabile. Questo fatto è stato di notevole importanza per la circolazione di persone, merci, ma anche cultura, dalle colonie greche alle popolazioni indigene dell'entroterra, da un nucleo indigeno all'altro, da coloni ed indigeni alle popolazioni etrusche che occupavano parte della Campania. Interessante è sottolineare come quelle antiche vie di comunicazione siano state valorizzate ed ampliate nel corso dei secoli ed ancora oggi usate.
Questo fiume costituisce un valido elemento per lo svago, la pesca e le escursioni. In alcuni tratti l’acqua scorre velocemente ed è popolata prevalentemente di trote; in altri il letto del fiume diventa ampio e la vegetazione cresce più rigogliosa. Camminando tra le sponde verdi o sostando sui massi il corso dell’acqua, è possibile ammirare e inbattersi in specie animali rare come la lontra e l’airone.
La Pineta
Si estende su un territorio di 2 ettari, sorge nel centro urbano di Latronico e costituisce un'area di elevato valore naturalistico, sebbene negli ultimi anni sia stata un po' trascurata.
La viabilità interna al parco è soltanto pedonale e ciclabile; l'area è dotata di una struttura fino a pochi anni fa adibita a bar e ristorante, ora purtroppo abbandonata. Il Comune ha tuttavia in progetto una riqualificazione dell'area, che prevede la ristrutturazione della stessa, la risistemazione ed il rilancio del punto ristoro e l'aggiunta di infrastrutture.